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Amniocentesi e villocentesi: quale scegliere? Pro e contro

Sono i due esami consigliati alle gestanti ‘over 35’ per sapere se il feto è sano. Ecco i loro pro e contro.
Pubblicato il 23 gennaio 2011 da

Hai superato la fatidica soglia dei 35 anni e ti poni un dubbio: ricorrere o no a esami invasivi per scoprire se il feto è sano? Gli strumenti che hai a disposizione sono principalmente due, la villocentesi e l’amniocentesi. Entrambi permettono di studiare il patrimonio cromosomico del feto, ma ambedue comportano un rischio, sia pure molto basso, di aborto spontaneo. La tecnica di prelievo del campione da analizzare è simile, tuttavia le indagini vanno eseguite in periodi diversi. Qual è l’esame da preferire, allora? Cerchiamo di analizzarne i pro e i contro.

A che cosa servono

Villocentesi e amniocentesi sono due tecniche diagnostiche che permettono di analizzare il numero e la forma dei cromosomi del feto, per sapere in modo certo se il bambino è affetto da una malattia cromosomica: la più comune fra tutte è la cosiddetta trisomia 21, meglio conosciuta come sindrome di Down.
Solo in caso di rischio specifico (e su segnalazione del ginecologo o del genetista) si possono indagare anche alcune malattie genetiche, come la talassemia e la fibrosi cistica. Né la villocentesi né l’amniocentesi possono però diagnosticare tutti i possibili difetti congeniti, come ad esempio le anomalie anatomiche, che vengono rilevate soltanto con l’ecografia morfologica, eseguita intorno alla 20ª settimana. Entrambi gli esami non comportano rischi di lesioni all’organismo materno o di malformazioni al feto.

Villocentesi

  • Che cos’è
    La villocentesi consiste nel prelevare dalla placenta una certa quantità di villi coriali, piccolissime propaggini che derivano dall’ovulo fecondato e hanno quindi lo stesso patrimonio genetico dell’embrione.
    L’esame viene effettuato grazie a un ago sottilissimo, che viene introdotto attraverso l’addome della mamma sotto continuo controllo ecografico, per verificare che venga seguita la giusta traiettoria. Una volta raggiunta la placenta, l’operatore aspira per circa 10 secondi alcuni frammenti di villi, muovendo l’ago avanti e indietro, poiché si tratta di materiale semisolido. L’indagine non procura dolore, piuttosto un leggero fastidio nel momento in cui l’ago entra nella pancia. Dopo il prelievo, il campione viene diviso in due parti: un preparato ‘diretto’, che viene analizzato subito, e un preparato “colturale”: le cellule dei villi vengono cioè messe in coltura in modo
    da farle moltiplicare fino a ottenere il numero sufficiente per effettuare l’indagine e avere così
    un risultato ancora più preciso e sicuro.
    La villocentesi viene eseguita generalmente tra la 10ª e la 13ª settimana.
  • Vantaggi
    La precocità della diagnosi: un primo risultato dell’esame diretto si può avere già dopo circa 7 giorni, mentre l’esito colturale dopo due-tre settimane e quindi ancora nel periodo iniziale della gestazione.
    In caso di esito positivo, si ha più tempo per decidere se rinunciare o no alla gravidanza: a quest’epoca, un’eventuale interruzione viene effettuata in pochi minuti con un raschiamento eseguito in anestesia generale. Anche a livello psicologico, dunque, il trauma è inferiore. Non ci sono preparativi particolari da fare o farmaci da assumere prima dell’esecuzione della villocentesi; nelle 24-48 ore successive al prelievo, viene in genere consigliato di non fare sforzi fisici e di astenersi dai rapporti sessuali.
  • Svantaggi
    Il risultato è in genere affidabile al 100%, ma c’è una possibilità di esito dubbio: in rari casi l’embrione e la placenta si sviluppano secondo linee genetiche diverse, dando luogo al “mosaicismo confinato placentare”: in pratica, nelle cellule dei villi sono presenti alterazioni cromosomiche che, invece, il feto non ha. Questo perché le cellule che formano la placenta crescono molto rapidamente, poiché devono creare le radici per ancorarsi alla parete dell’utero, e questo può far sì che si sviluppino cromosomi anomali. In tal caso, viene consigliata alla donna un’amniocentesi per avere conferma o smentita di questo dato.

Amniocentesi

Anche l’amniocentesi consiste in un prelievo effettuato sotto controllo ecografico tramite un ago inserito nell’addome, ma a essere prelevato, in questo caso, è il liquido amniotico nel quale è immerso il piccolo, che contiene cellule fetali (gli amniociti). L’aspirazione dura ugualmente pochi secondi ed è effettuata con ago fermo. Viene eseguita tra la 16ª e la 18ª settimana (non prima, perché la quantità di liquido non è molta) dopodiché le cellule vengono messe in coltura e l’esito viene dato dopo 15 giorni circa. Per avere una prima risposta, è possibile ricorrere a tecniche di lettura rapida, come la FISH o la QF-PCR: in questo caso, non viene fatta una coltura delle cellule e il risultato viene fornito già dopo 24-48 ore dal prelievo, ma solo riguardo ai problemi più frequenti, cioè sulla trisomia 21, 18, 13, X, Y, che rappresentano il 96% di tutte le anomalie cromosomiche.
In genere, si preferisce riservare queste metodiche di lettura rapida ai casi in cui l’amniocentesi viene effettuata in epoca tardiva (ad esempio intorno alla 20ª settimana, se l’ecografia morfologica segnala anomalie), mentre se viene eseguita nel periodo giusto, si preferisce aspettare l’esito della coltura, soprattutto in considerazione dei costi.

  • Vantaggi
    Può essere eseguita in quasi tutti i centri ospedalieri, poiché non è richiesto l’alto grado di specializzazione necessario per la villocentesi (anche se è sempre consigliabile rivolgersi a operatori che abbiano una notevole esperienza). Ha un’attendibilità pari al 100%. Dopo l’esame, si possono riprendere le normali attività quotidiane, purché non siano troppo faticose. In genere, si sconsigliano i rapporti sessuali per alcuni giorni.
  • Svantaggi
    Fornisce una risposta più tardiva rispetto alla villocentesi, perché è necessario aspettare l’esito colturale, che si ha dopo circa 15 giorni.
    In caso di risultato positivo, se la mamma dovesse decidere di interrompere la gravidanza è necessario indurre un travaglio abortivo: il feto, quindi, viene espulso con un parto vero e proprio, con un trauma fisico e psicologico notevole.

Il rischio di aborto spontaneo

Sia la villocentesi sia l’amniocentesi comportano, però, un certo rischio che la gravidanza si interrompa spontaneamente dopo la loro esecuzione.
Solitamente si ritiene che la villocentesi sia più pericolosa, ma questo non è vero se si considerano alcuni fattori. Nel periodo in cui si effettua l’esame, c’è già un’abortività spontanea maggiore, pari al 2-3%.
Inoltre, la villocentesi deve essere eseguita in un centro di alto livello e da operatori esperti, che abbiano una notevole esperienza e che eseguano un elevato numero di prelievi all’anno (almeno 100).
L’amniocentesi, invece, prevede una tecnica di prelievo più semplice, praticamente alla portata di ogni struttura e di ogni operatore dotato di una certa esperienza.
In sostanza, per entrambi gli esami il rischio è pari allo 0,5%.

In conclusione…

Se la mamma ha un’età superiore ai 35 anni, ma soprattutto se in famiglia si sono già manifestate malattie genetiche o cromosomiche, inutile aspettare di fare l’amniocentesi, meglio cercare subito una risposta certa con la villocentesi. Il rischio di anomalie è alto anche se la gravidanza è stata ottenuta con tecniche di fecondazione assistita, in special modo se ci sono state manipolazioni chirurgiche sugli spermatozoi.

Ecco chi può farli gratis

Villocentesi e amniocentesi sono esami gratuiti per tutte le donne in attesa che sono considerate a rischio e cioè se:

  • hanno un’età superiore ai 35 anni;
  • hanno altri figli affetti da malattie cromosomiche o malformazioni congenite;
  • l’ecografia della translucenza nucale ha dato esito positivo;
  • ci sono stati precedenti aborti spontanei;
  • i genitori sono portatori sani di una malattia genetica (talassemia o distrofia muscolare);
  • la gravidanza è stata ottenuta con fecondazione artificiale;
  • hanno contratto una malattia del gruppo Torch (toxoplasmosi, rosolia, citomegalovirus).

In caso contrario, il costo è a carico della paziente, e si aggira intorno ai 650 euro per la villocentesi e 600 euro per l’amniocentesi.


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Commenti
  • cinzia scrive
    22 luglio 2011 alle ore 16:29

    L’articolo è molto chiaro e spiegato in maniera esauriente.Io ho fatto l’amnicentesi e ho chiesto a qualcuno di spiegarmi l’esame ma non sono stati così chiari. Complimenti!!!


  • Redazione scrive
    22 luglio 2011 alle ore 18:34

    Grazie :-)


  • betty scrive
    31 agosto 2011 alle ore 16:35

    buongiorno.
    Il vostro articolo è stato molto chiaro ed esauriente, mi resta solo un piccolo dubbio: dopo aver fatto la villocentesi va fatto qualche esame di controllo (ecografia dopo una settimana) per verificare che per il feto non ci siano stati problemi oppure non serve?
    grazie


  • Redazione scrive
    02 settembre 2011 alle ore 14:37

    Non si effettuano di routine controlli ecografici dopo la villocentesi. Dopo l’esame si controlla che il cuore del bambino batta regolarmente e che non si siano create aree di distacco della placenta. Se tutto è normale non si effettuano successivi controlli se non quelli di una normale gravidanza.


  • Elena scrive
    13 aprile 2012 alle ore 12:25

    Esaustivo!
    Solo come per il cordone potete conservare le cellule staminali del liquido amniotico per il futuro di tutta la famiglia..


  • Martina scrive
    15 aprile 2012 alle ore 08:56

    Salve,
    secondo me viene un pò sottostimata la pericolosità degli esami e cosa comportano. Ricordiamoci che sono esami che servono per decidere se tenere o no il bambino e, nel caso un cui non si evidenziono anomalie genetiche ma l’esame comporti il successivo aborto del bambino, come credete che stia la madre dopo aver abortito, sapendo che ha abortito un bimbo sano solo perchè ha voluto fare un esame rischioso?


  • VERA2LAURA scrive
    16 aprile 2012 alle ore 22:32

    ciao se mi permetette io sono veramente contraria a sto tippo di essame x stabilire se un feto a elle malatie genetiche era pure a me mi e stato prposto di farlo ma visto che era comunque invadente sec me e poi tanto se trovavano qualcosa mi hano deto che potevo rinunciare …ma scherziamo mia figlia era sempre mia nn avrei rinunciato x cio=na cosa rischiosa x cosa??????????io o rifiutatooooooooooooooooooooooonel caso dela mia laura. Pero nel caso dei gemelli che avevo una complicanza da tts sec grado o dovuto fare una aminoriduzione che e simille alla aminocentezi pero molto piu lunga e rischiosa be qua nn avevo schelta dovevo farlo se no morivamo in 3 in giro di pochi gg.consiglio mio care mamme o 30 e 0 quatro figlli miracomando informatevi bene su tutto quantificate sempre i succesi e i falimenti di certi interventi non laschiate mai fuori dalla lista nesuna possibillita e in caso di problemi andate a piu di un dottore .credete in voi stesse,non vergoniatevi di chiedere inf ,siate egoiste per una volta pensate a voi e a i vostri bimbil.istinto di mamma e molto imp e ce lavete dai primi gg di grav basta chiudere gli ochi e sentire la vita che ce dentro di voi parlate con i bimbi dal inizio cosi gli vi fate tanta forza a vicenda :) AUGURI FUTURE MAMME e che dio vi benedica!


  • Luisa Camisasca scrive
    23 maggio 2012 alle ore 12:55

    Complimenti x la chiarezza nello spiegare argomenti complessi, ma necessari, x meglio conoscere la natura, lo scopo, le caratteristiche degli esami pre-natali. Sono una nonna, alla seconda gravidanza di mia figlia che a 37 anni affronta la VILLOCENTESI. Speriamo bene. X il primo bambino si era sottoposta all’AMNIOCENTESI, a 33 anni. Il primogenito è sano. La prima settimana di giugno avrrà gli esiti dell’esame eseguito stamattina all’Ospedale dei Bambini Buzzi di Milano.
    Grazie ancorae continuate così! Nonna Luì


  • RedazioneDA scrive
    24 maggio 2012 alle ore 09:53

    Grazie Nonna Luì! In bocca al lupo anche a tua figlia e a te!


  • Laura scrive
    21 agosto 2012 alle ore 15:42

    Io credo che Ognuna abbia il diritto di scegliere se voler fare questi esami o no. Non è raro il caso della donna che vuole fare questi esami e con esito negativo decidere ugualmente di tenere il figlio. Magari anche con opionioni del tutto diverse prima di far gli esami.
    Non diamo nulla per scontato. Ho visto ragazze in fila per l’aborto scendere giù dal lettino ripensadoci. come ho visto madri con figli sanissimi maltrattarli.
    Non giudichiamo, ma impariamo a metterci nei panni degli altri.
    In bocca al lupo a tutte.


  • La Villocentesi scrive
    04 settembre 2012 alle ore 17:07

    segnalo il sito in firma per informazione completa sulla villocentesi. credo che sia una risorsa utile a tutti quelli che vogliono maggiori info sull’argomento della diagnosi prenatale


  • Guido scrive
    13 novembre 2012 alle ore 01:17

    E’ possibile che dopo aver fatto la villocentesi sentirsi dire che tutto è a posto, e dopo la nascita del bimbo sentirsi dire che purtroppo la bimbo è affetto da fibrosi cistica. C’è una spiegazione a tutto questo.
    Grazie


  • Francesco La Notte scrive
    19 novembre 2012 alle ore 10:40

    Salve,

    Abbiamo appena fatto il duo-test con esito del tutto negativo (per noi si intende): secondo questo test abbiamo la probabilità di 1 su 5 che sia Down. La ginecologa ci ha consigliato la villocentesi. Le mie domande sono:
    - se la villocentesi ci dice che non è Down posso stare tranquillo?
    - posso avere una maggiore certezza eseguendo un’amniocentesi?
    Vi chiedo umilmente una risposta celere dobbiamo prendere delle decisioni importanti.
    Vi ringrazio vivamente.


  • capricorno78 scrive
    20 novembre 2012 alle ore 12:31

    Salve Francasco,
    ti riporto la mia esperienza e quello che ho avuto occasione di imparare. Con la villocentesi si effettua la ricerca di varie alterazioni cromosomiche, tra cui la sindrome di Down. Se il suo esito è negativo, si ha la certezza della salute del bimbo, non ci sono margini di errore. Eseguire una successiva amniocentesi credo sarebbe del tutto superfluo, si aggiungerebbe soltanto un rischio maggiore poichè sono sempre delle indagine invasive. Ti consiglio di seguire le indicazioni del vostro medico e di affrontare l’esame con serenità.
    Un saluto.


  • Simonetta scrive
    16 dicembre 2012 alle ore 14:36

    Devo decidere in fretta se eseguire la villocentesi oaspettare per l amniocentesi ho 46 anni vorrei sapere se gli esiti della. Villocentesi sono sempre sicuri senza poi dover ricorrere All altro esame e se l amniocentesi fornisce piu certezze. Grazie


  • antonietta scrive
    02 marzo 2013 alle ore 15:27

    ciao io sono una mamma di due figli già grandi e ora a l’eta di 42 due anni, mi ritrovo a dover affrontare un altra gravidanza ho fatto il bi test ed e risultato tutto negativo.non capisco se io non ho problemi e sto bene di salute mi dicono che devo fare l’amniocentesi? e davvero necessario?


  • chiara scrive
    25 aprile 2013 alle ore 21:11

    salve ho 41 anni , tre figli sanissimi, la più piccola ha 10 anni. mi hanno consigliato la villocentesi ma non so se fare quella o l’amnio. con gli altri non ho fatto nulla ma ero più giovane. chi mi consiglia per il meglio??


  • cristy scrive
    12 maggio 2013 alle ore 11:09

    Ciao! Sono alla mia prima gravidanza…con mille dubbi tra cui questo: il mio gine non mi ha detto che la villocentesi e’ facoltativa e che comporta rischi…io avro’ 36 anni fra 3 mesi……devo farla fra 2 giorni e mi dice che e’ gratuita…


  • catia scrive
    25 maggio 2013 alle ore 17:10

    salve, complimenti per l’articolo. solo un chiarimento, quando si esegue l’amniocentesi in ospedale tramite asl, che tipo di amniocentesi è? quella completa o quella base? nel senso che dalle risposte analizzano solo la sindrome di Down, oppure ache xfragile- spina bifida – sordità etcc. Se entri nel sito di Artemisia parlano di tre tipi di amniocentesi – tradizionale – del DNA – Superamniocentesi.
    Spero di essere stata chiara, grazie mille .CATIA


  • catia scrive
    25 maggio 2013 alle ore 17:10

    salve, solo un chiarimento, quando si esegue l’amniocentesi in ospedale tramite asl, che tipo di amniocentesi è? quella completa o quella base? nel senso che dalle risposte analizzano solo la sindrome di Down, oppure ache xfragile- spina bifida – sordità etcc. Se entri nel sito di Artemisia parlano di tre tipi di amniocentesi – tradizionale – del DNA – Superamniocentesi.
    Spero di essere stata chiara, grazie mille .CATIA


  • maria scrive
    28 giugno 2013 alle ore 17:35

    Salve,solo un chiarimento,i resultati della villocentesi sono 100% sicuri per il sexo del amino, grazie mille.Maria.


  • maria scrive
    28 giugno 2013 alle ore 17:35

    bambino


  • chiacecc83 scrive
    03 gennaio 2014 alle ore 12:00

    salve…una domanda…magari stupida o scontata ma essendo alla prima gravidanza…le penso tutte! io ho 30 anni…ne compirò 31 alla fine di questo mese… sono all 8 settimana e nei prossimi giorni farò la prima visita ginecologica… essendo esami parecchio invasivi, e consigliati a chi ha patologie in famiglia o casi particolari, o comunque + di 35 anni…non è il caso che io decida comunque di fare la vilocentesi, vero? scusate la domanda ma essendo all inizio… grazie in anticipo!


  • marica scrive
    18 febbraio 2014 alle ore 16:52

    buona sera io o eseguito oggi la vilocentesi all 11 esima settimana il medico con il primo foro molto tartassata cioe muoveva troppo l ago non a tirato su il tessuto sebbene sapeva ke a forato svagliato facendomi male cani… a fatto un 2 tentativo ed e riuscito ora sn ferma a letto con dolori per ora nessuna perdita spero vada tt bene…… chi sa dirmi se puo essere effetuate 2 villocentesi o sono solo io stata sfortunata cm sempre


  • Gabriele scrive
    21 marzo 2014 alle ore 22:38

    Marica, ma l’italiano “correggiuto” no, eh? le “h” mettile ogni tanto, anche a caso, ma forse ogni tanto la imbrocchi………..


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