> Fasi della gravidanza , Salute e benessere > Leggere al pancione, un modo per parlare al bebè dentro di te

Leggere al pancione, un modo per parlare al bebè dentro di te

E' provato: leggere ad alta voce può essere una prima modalità per gettare le basi del rapporto mamma-figlio. E, perché no?, papà-figlio.
Pubblicato il 19 gennaio 2011 da

Leggere qualche pagina del proprio libro preferito – un romanzo, una poesia, una raccolta di filastrocche – al bebè che sta crescendo nel pancione. Dedicare qualche minuto della giornata a una consuetudine un po’ particolare, che favorisce il relax della futura mamma e allo stesso tempo regala un surplus di coccole sonore e attenzione al suo piccino.

Un dialogo speciale
Nell’ultimo trimestre di attesa, il bebè impara a distinguere e ad amare la voce dei genitori e, alla nascita, il suo udito è già particolarmente sviluppato, pronto a ricevere e a memorizzare suoni e voci del mondo esterno ma, soprattutto, a riconoscere i rumori che gli sono già noti nel pancione.
Le ricerche hanno, inoltre, evidenziato la capacità del neonato di riconoscere una melodia o una filastrocca che ha ascoltato quotidianamente nelle ultime settimane di gravidanza.
La comunicazione prenatale influisce positivamente sullo sviluppo cognitivo e linguistico del bambino. Leggere a voce alta può essere l’occasione per cominciare a parlare con lui. Il bebè sente e riconosce la voce della mamma, comprende che lei gli sta parlando e, generalmente, risponde con calci e capriole alle sue parole.

Una pausa di relax
Oltre a favorire il rapporto e la comunicazione tra mamma e bebè, leggere “al pancione” offre alla futura madre un’occasione per rallentare i ritmi spesso frenetici della vita quotidiana e ritagliare uno spazio e un tempo da dedicare esclusivamente al proprio benessere psico-fisico e al proprio piccino.
In quei momenti la mamma si concentra sul bambino, si concede un po’ di tempo per fantasticare e immaginarlo, è pronta a cogliere i movimenti con cui lui risponde alla sua voce e condivide con lui un’attività piacevole e rilassante.
Si è visto, inoltre, che le mamme che durante l’attesa hanno sperimentato  la lettura ad alta voce portano avanti questa consuetudine – che assicura tanti benefici al bambino in termini di relazione, ma anche di sviluppo cognitivo – anche dopo la nascita.

Come organizzarsi
Perché l’appuntamento con la lettura sia effettivamente un’occasione di relax, è però importante creare la giusta “atmosfera”.

Il primo suggerimento è scegliere un luogo tranquillo e mettersi in una “postazione” comoda. Se possibile, l’ideale sarebbe eliminare eventuali fonti di distrazione (radio, televisione e così via), creando un ambiente silenzioso che favorisca la comunicazione tra mamma e bebè. Per chi lo gradisce, un sottofondo musicale potrà favorire lo stato di benessere.
Naturalmente, non ci sono regole riguardo la frequenza di questa pratica, anche se l’ideale sarebbe riuscire a “ritagliare” appuntamenti quotidiani: basta anche mezz’ora.

Ma quali testi si dovranno scegliere? La futura mamma potrà privilegiare il romanzo che ama particolarmente, la sua poesia preferita, una fiaba che l’ha accompagnata durante l’infanzia. Condividere questa lettura con il bimbo sarà un modo per accoglierlo nel proprio mondo. Per chi non ha voglia di cimentarsi con un romanzo, i libri destinati ai bambini sotto l’anno sono perfetti sia durante l’attesa sia dopo la nascita. In particolare, esistono belle raccolte di filastrocche, ninne nanne e canzoncine che, grazie alla ripetizione, al ritmo lento, alla cantilena risultano molto gradite ai bimbi, sin dai primissimi mesi di vita.

e dopo la nascita…
Nel 1999, per iniziativa dell’Associazione Italiana Biblioteche (AIB), dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP) e del Centro per la Salute del Bambino (Onlus per la formazione, ricerca e servizi per la maternità, infanzia e adolescenza) ha preso il via il progetto nazionale Nati per leggere che, grazie alla collaborazione di pediatri e bibliotecari, si pone l’obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini, sin dai primi mesi di vita. Grazie al moltiplicarsi di iniziative che hanno coinvolto famiglie, scuole ed enti locali, molti bimbi hanno imparato ad amare la lettura grazie a un gesto d’amore: un adulto che legge per loro.
Il rapporto quotidiano con il libro, la familiarità con il tempo lento e quieto della lettura costituiscono, fra l’altro, la premessa ideale per sviluppare nel bambino l’interesse e la gioia di leggere.

Link utili:
Nati per leggere
Filastrocche.it


Vota e condividi

Invia d un amico





Commenti
  • Luana scrive
    19 maggio 2011 alle ore 12:00

    davvero interessante questo sito grazie


Scrivi il tuo commento