> Travaglio e parto > Massaggio infantile

Massaggio infantile

E' un tocco magico, pelle a pelle, a stretto contatto con te, che gli regala benessere e una maggiore consapevolezza del suo corpo. Ma allevia anche piccoli disturbi, come il mal di pancia o il nasino chiuso.
Pubblicato il 19 gennaio 2011 da

Il massaggio neonatale regala al bebè sensazioni di benessere e favorisce la relazione d’amore con la mamma. Per nove mesi la mamma è stata fonte di nutrimento, calore e affetto: il “distacco” non è facile e il neonato ha bisogno di tempo per adattarsi in modo graduale alla vita extrauterina. Il massaggio crea continuità con le sensazioni che il bimbo ha sperimentato nel grembo materno e risponde al suo forte bisogno di vicinanza, calore e rassicurazione.

Tanti benefici psico-fisici
Il massaggio è un’importante forma di comunicazione, un’occasione per approfondire la relazione e lo scambio affettivo tra madre e bambino. Ma la consuetudine di massaggiare il proprio piccolo ha effetti positivi anche sul suo sviluppo fisico. In particolare:

  • assicura uno stato di benessere e rilassamento – stimola la produzione di ormoni “rilassanti”, quali endorfine e ossitocina – e aiuta il bambino a scaricare e a dare sollievo alla tensione provocata da situazioni nuove, stress o piccoli malesseri;
  • fortifica il sistema circolatorio, respiratorio, muscolare e gastro-intestinale;
  • accelera la maturazione del sistema nervoso;
  • influisce sui livelli di ACTH, l’ormone dello stress, e può quindi rivelarsi utile nei disturbi del ritmo sonno-veglia;
  • favorisce la consapevolezza del proprio corpo e la formazione di una positiva immagine di sé.

Qual è il momento più adatto?
Generalmente, il bambino apprezza maggiormente il tocco quando si trova in uno stato di “veglia tranquilla“, quando cioè non sta dormendo, né reclamando la poppata. Esistono però forti differenze individuali: alcuni neonati si svegliano improvvisamente e piangono al primo segnale di fame, altri sono più prevedibili e passano dal sonno alla veglia più lentamente. Osservando il proprio piccino, i genitori imparano a conoscerne ritmi e reazioni e possono valutare qual è la situazione più indicata per approcciarsi a lui con il massaggio.

Una volta individuato il momento “giusto”, visto che il neonato possiede scarsi riferimenti spazio-temporali e necessita di una certa “routine”, quello con il massaggio potrà diventare un appuntamento quotidiano da ripetere sempre con il medesimo rituale, divenendo così uno dei punti di riferimento nella giornata del bebè. Per il genitore dovrà trattarsi di un momento tranquillo, dedicato unicamente al proprio piccino, in cui distrazioni esterne e rumori di sottofondo saranno banditi.

Crea la giusta atmosfera
L’ora del massaggio dovrebbe essere un appuntamento rilassante anche per il genitore. Prima di iniziare, dunque, la mamma (o il papà) assuma una posizione comoda e rilassi il collo e le spalle facendo respiri profondi.

  • Dopo aver tolto anelli o bracciali che potrebbero disturbare il bimbo e aver scaldato le mani con un po’ d’olio (ad esempio quello di mandorle), prima di toccare il bimbo è necessario chiedere il “permesso”. Sarà sufficiente una frase, come “posso massaggiarti le gambine?” mostrandogli le mani che si strofinano con l’olio. In futuro il bebè assocerà questi movimenti e queste parole al momento del massaggio. Il rituale della richiesta di permesso ci ricorda che dobbiamo prestare attenzione alle reazioni del bambino ed essere pronti a posticipare o interrompere il massaggio quando mostra di non gradirlo.
  • L’ambiente dovrà essere quieto, accogliente, le luci soffuse e la temperatura confortevole perché il piccino, una volta spogliato, non senta freddo.

Proprio come in una culla…
Qual è la posizione consigliabile? Il genitore è inginocchiato a terra e il bimbo è supino di fronte a lui, entrambi sono adagiati su un morbido tappeto. Durante il massaggio gli sguardi si incontrano e questo è un elemento importantissimo perché contribuisce a rinforzare il loro legame.

Se il bambino è molto piccolo, l’ideale è la posizione “a culla”. Ecco come realizzarla: il genitore siede sul pavimento con le ginocchia piegate e la schiena appoggiata a un muro o a un mobile, con le piante dei piedi che si toccano tra loro. Lo spazio che si crea tra le sue gambe, che potrà essere riempito con una coperta, costituisce una sorta di culla, dove il bimbo si sentirà più raccolto e riparato.
In alternativa, si può utilizzare un cuscino “nido”, di quelli realizzati in materiali naturali e consigliati per allattare più comodamente.

Ecco come procedere
Ogni bimbo è diverso e naturalmente le differenze riguardano anche l’atteggiamento verso il massaggio. C’è chi preferisce un contatto limitato alle gambine e chi gradisce essere toccato anche sul viso. Ancora una volta, sarà il genitore a comprendere le esigenze del proprio piccino.

GAMBE E PIEDINI
Generalmente sono la parte del corpo in cui il bimbo preferisce ricevere il massaggio. La mamma potrà seguire la pianta del piedino con il pollice, dal tallone alla base delle dita, esercitando una lieve pressione. Potrebbe capitare che il neonato non gradisca il contatto perché memore del prelievo di sangue sul tallone, un test di screening che viene eseguito prima delle dimissioni dall’ospedale. In questo caso si procederà gradualmente, iniziando con un tocco molto delicato e abituandolo pian piano a un contatto più deciso.

SCHIENA
Il massaggio alla schiena può essere particolarmente utile per rilassare il bebè e accompagnarlo verso il sonno, purché si presti attenzione alla posizione in cui il bimbo farà la nanna: se durante il massaggio si addormenta in posizione prona, è necessario poi voltarlo delicatamente sulla schiena, come suggeriscono le linee guida per la prevenzione della Sids (la sindrome della morte in culla).
Il massaggio deve essere praticato evitando la colonna vertebrale, l’ideale è quindi utilizzare la tecnica “a pettine”, passando le dita aperte, dalla testa del bebè verso le gambe, con un movimento dolce e leggero.

PANCIA
I movimenti devono essere delicati e, solo se il bimbo mostra di gradire, gradualmente più decisi. In caso di coliche e difficoltà a evacuare o a espellere l’aria, il massaggio va effettuato sempre in senso orario (se il bimbo è supino di fronte alla mamma, lei muoverà le mani da sinistra verso destra), seguendo la direzione dell’intestino, sotto la cassa toracica. Se invece il bambino soffre di dissenteria, il massaggio deve avvenire in senso antiorario, cioè contrario alla direzione della peristalsi intestinale.

VISO
Se il bimbo è particolarmente disponibile al contatto, si potrà proseguire con il volto. Prima si massaggiano bocca e naso, poi si esegue un movimento delicato sopra le palpebre sfiorandole con le dita, dalle sopracciglia verso il naso. 

Dopo i primi mesi diventa un gioco
Anche quando il piccolo cresce il massaggio può continuare a rappresentare un’occasione per coccolarlo e stare insieme in modo speciale. A partire dal secondo anno di vita il massaggio assume una valenza ludica e, accompagnato da canzoncine o filastrocche, risulta al tempo stesso rilassante e divertente.
Ecco un esempio di massaggio-gioco: la mamma è il pizzaiolo e il bimbo… la pizza! Il piccolo è sdraiato sulla schiena e la mamma prepara la pasta della pizza, “impastando” il bambino con un massaggio deciso sulla schiena, poi la pasta viene lisciata ben bene accarezzando la schiena e girata facendo rotolare il bimbo dalla schiena al fianco e poi di nuovo alla schiena. Poi si farcisce la pasta aggiungendo vari ingredienti (pomodoro, mozzarella, ecc) ognuno accompagnato da un tocco delle dita un po’ differente. E, alla fine, quando la pizza è pronta, la mamma la mangia… di baci!

Quando il bebè non sta bene
Il massaggio può essere d’aiuto anche nei casi in cui il bebè soffra di qualche lieve disturbo, come un raffreddore o le coliche, quel mal di pancia che generalmente si presenta nelle ore serali e causa un pianto prolungato.

COLICHE
In caso di coliche il pancino dovrebbe essere massaggiato due volte al giorno, lontano dal momento di “crisi”, per almeno due settimane. Oltre al “tradizionale” massaggio in senso orario, si potrà provare questo esercizio: prendendo i piedini del bimbo, con movimenti delicati accompagna le sue ginocchia verso il pancino ed esercitando una lieve pressione disegna un movimento circolare (sempre dalla sinistra alla destra), poi stendi le gambine. Ripeti il movimento alcune volte. Se si accompagna il gesto con la voce, usando una semplice “formula” – ad esempio, “uno, due, tre, op” – il bambino si divertirà, arrivando addirittura a imparare la sequenza dell’esercizio e anticipando il movimento con le gambine.

RAFFREDDORE
Quando un bimbo molto piccolo è disturbato per il raffreddore, il miglior rimedio è poppare al seno (la suzione aiuta a decongestionare il naso). Un aiuto, in questo senso, può venire anche dal massaggio, compiendo movimenti delicati dal ponte del naso verso gli zigomi.
Un altro esercizio consiste nel tracciare piccoli cerchi intorno al padiglione auricolare, per poi scendere con le dita verso il mento.

Link utili:
Per i corsi di massaggio infantile rivolgiti a AIMI (Associazione Italiana Massaggio Infantile)


Vota e condividi

Invia d un amico





Scrivi il tuo commento