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SIDS, i consigli per prevenire la “morte in culla”

È un evento raro, ma è importante conoscerlo per ridurre il rischio che si verifichi.
Pubblicato il 02 marzo 2011 da

È qualcosa che fa paura, ma di cui è bene parlare perché, con alcuni semplici accorgimenti, si può ridurre il rischio che questo evento terribile si verifichi. Stiamo parlando della Sindrome della morte improvvisa del lattante (Sudden Infant Death Syndrome), più nota come SIDS o “morte in culla”. Con un’incidenza che oscilla tra lo 0,7 e l’1 per mille, nei paesi industrializzati rappresenta la prima causa di decesso nel primo anno di vita e, nel 90% dei casi, interessa bimbi con meno di sei mesi. Benché le caratteristiche biologiche e genetiche legate alla sindrome non siano ancora del tutto chiare, lunghi anni di ricerca hanno permesso di evidenziare alcuni fattori di rischio e i comportamenti da adottare per diminuire il pericolo che la SIDS si presenti.

A nanna, sempre supino
La prima regola d’oro, che ha già portato a una drastica riduzione dei casi di SIDS, riguarda la posizione in cui il neonato fa la nanna.

  • Il bambino deve essere sempre messo a dormire in posizione supina, ovvero sdraiato sulla schiena. No, quindi, alla nanna a pancia in giù oppure sul fianco.
  • Altre indicazioni riguardano le caratteristiche della culla e/o del lettino: il materasso deve essere della misura esatta della culla/lettino e non eccessivamente soffice. No al cuscino.
  • Il bambino deve essere sistemato con i piedi che toccano il fondo della culla o del lettino (in modo che non possa scivolare sotto le coperte), lenzuola e copertine devono essere ben rimboccate sotto il materasso. Sono sconsigliate lenzuola di tessuti gommosi o plastificati, che impediscono una corretta aerazione e provocano surriscaldamento.
  • Nella culla e/o nel lettino non dovrebbero esserci oggetti soffici quali cuscini, trapunte, piumini d’oca, paracolpi o giocattoli di peluche. Meglio evitare, infine, di sistemare il piccolo a dormire su divani, trapunte, cuscini imbottiti.

In cameretta, attente al calore eccessivo
Spesso si teme che il piccino prenda freddo… In realtà, l’altra regola d’oro per ridurre il rischio di SIDS è proprio quella di non coprire troppo il bebè.

  • Mentre dorme, è importante non eccedere con abiti pesanti e coperte.
  • L’ambiente dove il bambino fa la nanna non deve mai essere eccessivamente caldo: la temperatura dovrebbe essere mantenuta intorno ai 18-20 gradi. Se il piccolo ha la febbre può aver bisogno di essere coperto di meno, mai di più.

No al fumo, prima e dopo la nascita
L’associazione tra fumo di sigaretta e SIDS è ampiamente provata da numerosi studi, tanto da far ritenere che questa pratica aumenti di 3-4 volte il rischio della Sindrome. L’esposizione in utero, ovvero il fatto che la donna fumi nell’attesa, risulta particolarmente pericolosa per il bambino. Gli studi hanno evidenziato anche una correlazione tra il numero di sigarette consumate dalla futura mamma e l’aumento del rischio. Da abolire anche l’esposizione al fumo passivo dopo la nascita: gli adulti non devono fumare in casa e/o nell’auto dove viaggia il piccolo.

Il latte materno lo tutela
Degli studi hanno dimostrato l’azione protettiva dell’allattamento materno: per i piccoli allattati al seno il rischio di SIDS è inferiore del 50%. Per questo, si raccomanda di includere l’allattamento tra le indicazioni destinate alla popolazione per ridurre il pericolo della Sindrome.
Tra le ipotesi che cercano di spiegare le cause di questa diminuzione del rischio c’è quella secondo cui il sonno del bambino nutrito al seno è più leggero, per cui il piccolo si risveglia più spesso e più facilmente, senza cadere in un sonno profondo, che è lo stato in cui si verifica la SIDS.

Un aiuto dal ciuccio, ma a certe condizioni
L’uso del succhiotto può avere un effetto protettivo, ma va proposto dopo il primo mese di vita per evitare possibili interferenze con il buon avvio dell’allattamento al seno. Se si decide di utilizzarlo, si dovranno inoltre osservare alcune precauzioni, come quella di tenerlo sempre ben pulito ed evitare di immergerlo in sostanze edulcoranti. Infine, per evitare problemi a livello ortodontico, sarà bene cercare di sospenderne l’uso intorno al primo anno di vita.
E se il bimbo non gradisce il ciuccio? O, ancora, se l’allattamento lascia poco “spazio” all’uso del ciuccio poiché, ad esempio, il bebè si addormenta poppando? Non è il caso di insistere o di forzare il piccolo, così come non è necessario reintrodurlo in bocca ai bambini che lo “perdono” durante il sonno.

Nella culla accanto al letto dei genitori
Un’altra raccomandazione che riguarda le consuetudini della famiglia è quello del luogo in cui far dormire il neonato: ovvero la sua culla, collocata nella camera dei genitori. Il suggerimento di evitare il sonno condiviso, è bene precisare, riguarda i primi tre mesi di vita del bambino, non tutto il primo anno. Precisazione non indifferente, se si considera che attualmente il “bed-sharing” in Italia, come del resto anche negli USA, è un fenomeno in continuo aumento e che studi sempre più numerosi evidenziano i benefici, a livello psico-fisico, del continuo contatto con il corpo materno (termoregolazione, regolazione glicemica, successo dell’allattamento al seno, formazione del legame di attaccamento madre-bambino).

In realtà, le evidenze scientifiche finora disponibili ci dicono che il rischio di SIDS aumenta se il bebè che dorme nel letto dei genitori ha meno di 13 settimane di vita. Dopo il terzo mese, nel lattante più grandicello il sonno condiviso è da evitare solo in presenza di specifici fattori di rischio, ovvero fumo materno (anche in gravidanza), estrema stanchezza, consumo di alcol o sostanza stupefacenti da parte dei genitori (che ne riducono la capacità di vigilanza), consuetudine di dormire insieme su superfici non sicure come divani, sofà, letti ad acqua.

In caso di sonno condiviso bisognerebbe adeguare il letto dei genitori alle norme di sicurezza già note per i bambini (materasso rigido, assenza del cuscino e così via). Inoltre, nel lettone non dovranno dormire altre persone a parte, appunto, i genitori e il bimbo.


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Commenti
  • PINGU scrive
    11 luglio 2011 alle ore 11:17

    IO HO PARTORITO 10 ANNI FA E ALLORA PRIMA DI ESSERE DIMESSA DAL’ OSPEDALE DI HANNO DETTO DI FAR DORMIRE IL BAMBINO A PANCIA IN GIU PER EVITARE RIGURGITI NEL SONNO QUINDI IO A STO PUNTO MI CHIEDO QUALE SIA LA POSIZIONE PIU CORRETTA PER FARE DORMIRE I PROPRI BAMBINI E SONO ARRIVATA ALLA CONCLUSIONE CHE OGNI MAMMA DEVA FARE COME PIU SI SENTE TRANQUILLA


  • elisa scrive
    11 luglio 2011 alle ore 13:38

    Sì, in effetti è così. Fino a un po’ di tempo fa ti dicevano di far dormire a i bambini a pancia in giù, soprattutto per via dei rigurgiti.
    Anche mia madre mi ha detto che a lei avevano raccomandato di far dormire me i miei fratelli a pancia in giù.
    Ora credo che i nuovi studi sulla sids abbiano portato alla conclusione opposta. Va beh, adeguiamoci, tutto pur di dormire con i nostri piccoli sonni tranquilli!


  • Martina scrive
    18 marzo 2013 alle ore 09:37

    Pingu, le linee guida sono cambiate prima di 10 anni fa, ma considera che ancora oggi c’è chi non si è aggiornato. Io vedo tutti i giorni neonati appena usciti dall’ospedale messi di fianco!!!
    La storia dei rigurgiti è stata smentita dalla scienza: un bimbo neurologicamente sano e con libertà di movimento gira la testa e rigurgita sulla tutina o sul lenzuolino…


  • Irma scrive
    18 marzo 2013 alle ore 09:53

    Idem per me. 20 anni fa per mia figlia mi era stato consigliato di tenerla a pancia in giù per via dei rigurgiti di cui lei peraltro ha sofferto nel primo mese di vita… Mi è capitato di vederla rigurgitare e rimanere con il visino dritto tanto che un rigurgito una volta la stata soffocando…, eppure la mia bambina era ed è neurologicamente sana e aveva libertà di movimento… Ora sono in attesa di Filippo ed ho un’ansia tremenda per questa questione… Confusione :/
    PS: in commercio ci sono dei sussidi omologati che permettono di far stare il bimbo di fianco senza possibilità di ribaltarsi ne in avanti e nemmeno indietro… Sono sicuri? qualcuna li ha usati?
    Grazie


  • RedazioneDA scrive
    18 marzo 2013 alle ore 14:28

    Care Martina e Irma,
    la raccomandazione di far dormire il neonato a pancia in giù fa parte delle indicazioni per prevenire la Sids messe a punto in seguito a rigorosi studi condotti a livello internazionale, da cui è emerso che in tal modo il rischio si riduce quasi del 50%, spiega la pediatra Luana Nosetti.

    Per rispondere a dubbi e domande sulla sindrome e la sua prevenzione potete comunque contattare l’Associazione Semi per la Sids, impegnata in una costante opera di informazione ai genitori. Tel. 346 1864751 http://www.sidsitalia.it

    Speriamo così di togliervi ogni dubbi e di farvi stare serene!
    A presto!


  • Cristina scrive
    03 settembre 2013 alle ore 23:07

    Anche io mi sono occupata dello stesso argomento nel mio blog. Credo che sia davvero molto importante diffondere le informazioni utili per la sicurezza dei nostri bimbi.
    Qui trovate il mio articolo:
    http://www.4anniincinta.it/2013/09/02/come-deve-dormire-un-neonato

    Ciao
    Cristina


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