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6 domande sul puerperio

Lochiazioni, ferita dell'episiotomia, rapporti sessuali, dieta e guaina (sì o no?): scopri come prenderti cura di te stessa nei primi mesi della tua nuova esperienza di mamma.
Pubblicato il 22 luglio 2011 da

Lochiazioni: quanto durano?
Nel corso delle prime settimane del puerperio, l’utero si contrae tornando a poco a poco alle condizioni precedenti la gravidanza. Il processo è accompagnato da perdite ematiche, le cosiddette lochiazioni: inizialmente abbondanti, con il tempo passano da un colore rosso vivo a uno roseo-giallastro. Sono dovute ai processi rigenerativi dell’utero e all’eliminazione dei tessuti gravidici residui. Dal secondo giorno diventano simili a una mestruazione e dopo una settimana si fanno irregolari. Di norma cessano dopo un mese circa dal parto, sebbene nelle donne che non allattano possano protrarsi più a lungo e abbiano un carattere più ematico. È normale che contengano coaguli delle dimensioni di una mandorla, ma se dopo una settimana sono ancora molto abbondanti e di colore rosso vivo, è necessario effettuare una visita di controllo. L’odore delle lochiazioni ricorda quello del lievito; se dovesse diventare sgradevole, è opportuno segnalarlo all’ostetrica o al medico.

Come si cura la ferita dell’episiotomia?
Può capitare che nella fase espulsiva del parto il passaggio del bimbo produca qualche piccola lacerazione della mucosa vaginale o che si renda necessario praticare l’episiotomia, l’incisione dei tessuti del perineo. In entrambi i casi, l’ostetrica stessa provvederà, dopo la nascita del piccolo, ad applicare alcuni punti di sutura.
Il filo utilizzato di solito è di tipo riassorbibile e non richiede la rimozione dei punti. Nei giorni successivi, fino a completa cicatrizzazione, per evitare infezioni conviene usare almeno una volta al giorno  un disinfettante per l’igiene intima e detergere frequentemente i genitali con acqua tiepida, senza saponi.
In caso di episiotomia, la ripresa del tono e della consistenza del perineo sarà più lenta e si potrebbero avere problemi nella postura. In questo caso, si consiglia di usare una ciambella di gomma, utile anche in caso di emorroidi.

Bagno o doccia?
Dopo parto spontaneo è possibile rinfrescarsi anche subito dopo la nascita. Dopo un parto cesareo, al contrario, si dovrà aspettare almeno un paio di giorni prima di bagnarsi.
Nelle settimane successive al parto non sono controindicate le docce, anzi, l’acqua calda sul seno facilita la fuoriuscita del latte dai dotti prevenendo o riducendo l’ingorgo mammario. Il bagno, invece, anche se più piacevole e rilassante, va rimandato di 20-25 giorni, poiché germi e batteri possono risalire dalla vagina e passare attraverso la cervice uterina, ancora aperta dopo il parto.

Guaina sì o guaina no?
È frequente e naturale che dopo il parto la neo-mamma non si senta del tutto a suo agio con il proprio corpo, in particolare con la pancia, vuota ma prominente. Con il movimento e con il tempo, i muscoli addominali recuperano tono e nell’arco di due o tre mesi la donna può riacquistare la sua forma abituale. La guaina o altre fasce che stringono l’addome non facilitano il recupero dell’elasticità muscolare, anzi lo ostacolano, impedendo ai muscoli di restare in esercizio. Se proprio si avverte una sensazione di fastidio, meglio indossare un paio di mutandine leggermente contenitive.
A chi è stata sottoposta a cesareo, invece, la pancera può essere utile, ma solo quando si sta in piedi, perché in posizione supina è superflua e ostacola la circolazione.

Rapporti sessuali, quanto aspettare?
La ripresa dei rapporti sessuali dopo la nascita di un figlio è un momento importante per la neo-mamma e la aiuta a recuperare la propria identità di donna e l’intimità di coppia all’interno della nuova famiglia. Di norma si consiglia di attendere una ventina di giorni dopo il parto prima di riprendere l’attività sessuale per consentire alla cervice dell’utero di chiudersi completamente ed evitare l’eventualità di un’infezione dovuta alla risalita di batteri dalla vagina.
Le prime mestruazioni dopo il parto (capoparto) avvengono di solito tra la quarta e l’ottava settimana, ma allattando al seno possono ritardare fino a qualche mese dopo il termine dell’allattamento. Per questa ragione, in passato si riteneva che nel puerperio si fosse protette da nuove gravidanze, ma in realtà l’effetto contraccettivo della suzione del bambino è molto limitato e non è sicuro. Fin dall’inizio, è quindi prudente adottare misure contraccettive.

Ci si può mettere a dieta?
È importante che dopo il parto la neo-mamma dedichi del tempo alla cura del proprio corpo, per superare eventuali sensazioni di disagio legate al peso in sovrappiù. Durante il puerperio non è però il caso di impegnarsi in diete drastiche, soprattutto se la mamma nutre al seno il suo bambino. Se si alimenta in modo corretto e bilanciato, la donna ritroverà progressivamente la sua silhouette.
Se si allatta, è importante ricordare che non bisogna mangiare per due, come spesso si sente dire, ma solo nutrirsi secondo quanto richiede l’organismo, regolandosi in base all’appetito, senza strafare. Particolarmente importanti, in questo periodo, sono gli alimenti ricchi di minerali e vitamine. Utili gli integratori naturali, come il lievito di birra e i germogli di soia o di mais. Consigliabile, invece, moderare l’assunzione di carboidrati: pane, pasta e dolci.


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Commenti
  • betty scrive
    22 luglio 2011 alle ore 13:53

    in effetti la soria dell’allattare “in bianco” cioé senza mestruazioni e ovulazione è davvero da sfatare. Io sono rimasta incinta al terzo mese, mentre allattavo il mio primo figlio e ora aspetto che nasca a settembre il secondo!


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