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Pediatra: come scegliere quello giusto

Un colloquio per conoscersi, il giusto feeling, la disponibilità a telefonate, visite non programmate o domiciliari. La procedura di assegnazione all'ASL. Scopri come scegliere il "suo" medico di fiducia.
Pubblicato il 19 dicembre 2011 da

Il pediatra di famiglia è una figura particolarmente importante: non solo cura il bambino quando è ammalato o redige i certificati per l’ammissione all’asilo o al corso di nuoto. È, innanzitutto, lo specialista della prevenzione, che prende in carico il piccolo e ne segue lo sviluppo dai primi giorni di vita fino all’adolescenza.

La scelta del professionista cui affidarsi va fatta entro poche settimane dalla nascita del bebè. La decisione è revocabile in qualunque momento ma l’ideale è individuare subito il medico giusto e stabilire con lui un rapporto di fiducia e di cooperazione.

Ma come orientarsi? Competenza, attenzione e sensibilità sono requisiti indispensabili, ma non sufficienti. Occorre che il medico sia in sintonia con i genitori, perché tra loro si instauri un’alleanza proficua. Senza contare che vanno considerati alcuni fattori organizzativi, come gli orari di apertura dell’ambulatorio, la reperibilità telefonica del pediatra, la sua disponibilità a effettuare  visite a domicilio.

Alcune famiglie decidono poi di affiancare al medico del servizio sanitario uno specialista privato. Anche in questo caso, la scelta della persona giusta va fatta con attenzione, per evitare il disagio di successivi cambiamenti.

Un colloquio per conoscerlo
Il pediatra di famiglia non interviene solo in caso di malattia. Il suo compito è seguire lo sviluppo del piccolo, interessarsi della sua alimentazione e dell’ambiente in cui vive, informare e consigliare i genitori su temi che hanno importanti ripercussioni sulla salute del bambino, come la promozione dell’allattamento al seno, le vaccinazioni, la prevenzione della carie. I cosiddetti bilanci di salute, cioè le visite periodiche programmate, non servono soltanto a misurare peso e altezza del piccolo, ma anche a verificare che la sua crescita fisica e psicologica sia armoniosa. Proprio per questo una parte importante del lavoro è data dai colloqui con i genitori. A tale scopo, è indispensabile che i familiari del bambino chiedano un colloquio con il medico prima di effettuare la scelta.
Non bisogna poi trascurare le esigenze organizzative della famiglia: se i genitori lavorano e la loro disponibilità di tempo è limitata, è consigliabile rivolgersi a un medico che garantisca maggiore flessibilità di orario. Ogni pediatra è tenuto a redigere una carta dei servizi, in cui vengano chiaramente indicate le prestazioni offerte, l’orario di ambulatorio e l’eventuale reperibilità telefonica.

Quali sono i suoi compiti
Gran parte del lavoro del pediatra si svolge su appuntamento. I bilanci di salute e le visite periodiche vengono programmate per tempo con la famiglia. Ma che cosa accade in caso di emergenza?
I doveri del medico e i diritti della famiglia nei suoi confronti sono regolati dal contratto nazionale dei pediatri di libera scelta, che non li vincola a garantire la reperibilità telefonica. Spesso, prima dell’apertura dell’ambulatorio, lo specialista dedica alcune ore del mattino a ricevere le telefonate dei genitori. In caso di malattia acuta, poi, i familiari possono accompagnare il bambino in ambulatorio, dove il piccolo viene visitato anche senza appuntamento. Le emergenze vere e proprie non sono di competenza del pediatra, ma del pronto soccorso, l’unica struttura in grado di assicurare rapidità di intervento e copertura continua 24 ore su 24.

Il contratto nazionale prevede inoltre che sia il pediatra stesso a valutare la necessità di visitare a domicilio un paziente. Ascoltato il resoconto dei genitori sulle condizioni del bambino, il medico stabilisce se è il caso di recarsi personalmente da lui o se è opportuno che il piccolo venga accompagnato in ambulatorio, dove il medico potrà disporre anche degli strumenti per effettuare alcune rapide analisi di laboratorio, come il tampone faringeo o l’esame delle urine. A parità di requisiti, è consigliabile quindi scegliere un pediatra che abbia l’ambulatorio vicino a casa del bambino.

Fa proprio per voi?
Prima di decidere a quale pediatra affidarti, consulta la sua carta dei servizi e verifica questi punti:

  • quanto dista l’ambulatorio da casa tua? È facilmente raggiungibile?
  • L’orario di apertura  è compatibile con i tuoi orari?
  • In caso di necessità, il medico è disponibile a offrire consulenze telefoniche?
  • Effettua visite a domicilio?
  • Il pediatra lavora da solo oppure condivide lo studio con altri medici?
  • In sua assenza è possibile rivolgersi a un collega per ottenere informazioni o un intervento in caso di urgenza?
  • Parla con i genitori di altri pazienti: sono soddisfatti del rapporto che hanno con quel pediatra?
  • Chiedi un appuntamento per un colloquio informativo con il  medico: l’impressione che ricevi è positiva? È chiaro nelle sue spiegazioni? È aperto al dialogo e all’ascolto?
  • Osserva la sua sala d’aspetto: quanti pazienti attendono di essere ricevuti?

La procedura da seguire
Tutti i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni hanno diritto all’assistenza gratuita da parte di un pediatra del servizio sanitario pubblico, il pediatra di famiglia o pediatra di libera scelta.

  • I genitori o i tutori legali del bambino hanno il dovere di sceglierlo all’atto di iscrizione al servizio sanitario regionale.
  • Per effettuare tale scelta, un genitore del bambino, o altra persona munita di delega, deve recarsi presso gli uffici della ASL di residenza e presentare il codice fiscale del piccolo o, se questo non è stato ancora assegnato, l’autocertificazione relativa alla nascita, completa dei dati anagrafici del bebè.
  • La scelta è limitata agli specialisti che operano nel territorio della ASL di residenza del bambino. I loro nominativi e indirizzi sono raccolti in un registro disponibile per la consultazione presso la sede della ASL.

I medici che hanno raggiunto il tetto massimo di assistiti previsto dalla normativa regionale non possono accettare nuovi pazienti, a meno che non si tratti di neonati entro il terzo mese di vita o di familiari di altri assistiti già assegnati a quel pediatra. Se i genitori di un bambino desiderano scegliere un medico che esercita in un’area differente da quella della ASL di residenza, devono presentare una dichiarazione di accettazione del paziente da parte del pediatra designato.

Se il medico è privato
Non sempre è possibile riuscire a trovare il pediatra “ideale”. Un medico può occuparsi di circa ottocento pazienti. Se lavora in collaborazione con altri colleghi, può arrivare a gestirne novecento o mille senza disagi. Si tenga presente, però, che i nuovi nati usufruiscono di un canale privilegiato nella scelta del pediatra: possono essere inseriti tra i pazienti di uno specialista, anche se questo ha superato il tetto massimo degli assistiti, a patto che l’iscrizione avvenga entro i primi tre mesi di vita.

Se la famiglia decide di affidarsi a un medico privato in aggiunta al pediatra del servizio sanitario pubblico, i criteri da considerare nella scelta sono gli stessi: competenza, attenzione e sensibilità da parte dello specialista, sintonia con i genitori, compatibilità degli orari di apertura dell’ambulatorio. È bene poi chiarire in anticipo prestazioni e tariffe, reperibilità telefonica e disponibilità del medico a visitare il bambino a domicilio che, in questo caso, non è legata ad alcun contratto di categoria ma agli accordi diretti tra il pediatra e la famiglia.

È utile, infine, sapere se il medico è in possesso di una specializzazione aggiuntiva oltre a quella in pediatria. È un’informazione che può aiutare i genitori nella scelta, nel caso il bimbo soffra in modo ricorrente di qualche disturbo particolare.

Guarda il video: Dal pediatra – La visita


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