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Cronologia del parto: pre-travaglio, accettazione, contrazioni

Ecco una sintetica “cronologia” di quello che succede al momento della nascita e gli accorgimenti da adottare per vivere al meglio gli ultimi istanti da futura mamma: a casa e in ospedale.
Pubblicato il 30 dicembre 2011 da

A CASA

Prepara la valigia per la degenza
Un mese prima della data presunta del parto, è bene fare la valigia con tutto l’occorrente per la degenza e, in seguito, per il trasferimento a casa. In genere, ogni ospedale fornisce una sua lista del vestiario consigliato ma, in linea di massima, ecco cosa non dovrebbe mai mancare.

  • Per il bimbo: 5 tutine e 5 magliette (meglio se sbottonabili dalla schiena) per la degenza, un cambio completo e una copertina da mettere sulla culla per il rientro a casa. Evita i vestiti complicati o con merletti, che potrebbero infastidire il bebè. Perfette invece le tutine di spugna.
    L’idea in più: prepara alcuni pacchettini per il cambio del bimbo, che dovrebbe indossare soltanto indumenti di cotone in qualunque stagione, così da averli già pronti quando il personale te li chiederà.
  • Per la mamma: tre camicie da notte, una vestaglia, calzine bianche di cotone, due reggiseni per allattamento, mutande a rete monouso, maxiassorbenti, quattro asciugamani, l’occorrente per l’igiene personale, un paio di pantofole comode e un vestito per le dimissioni.
    L’idea in più: un lettore Mp3 con la tua musica preferita per rilassarti durante il travaglio e un libro per la degenza.
  • Documenti: raccogli in una cartelletta tutti i documenti che dovrai consegnare all’accettazione, quando sarà il momento: carta d’identità, codice fiscale, tessera sanitaria e del gruppo sanguigno, una copia delle ecografie più recenti e delle altre analisi effettuate (meglio se in ordine cronologico).

Cosa accade nel “pre-travaglio”
Durante le ultime settimane della gravidanza, il collo dell’utero è soggetto ad alcune trasformazioni.

  • Potresti avvertire qualche fastidio, simile ai dolori mestruali. Se questi disturbi non dovessero presentarsi durante l’ultimo mese di gravidanza, potrebbero comparire prima del travaglio, nella fase denominata pre-travaglio o anche periodo prodromico, quando inizierai a sentire le contrazioni, anche se ancora sopportabili e irregolari.
  • In genere si espelle il tappo mucoso, che durante l’attesa sigilla il collo dell’utero proteggendolo dall’ambiente esterno. Il distacco è segnalato dalla perdita di una secrezione densa e biancastra mista a sangue, ma potresti anche non accorgertene.
  • Può anche accadere che un po’ prima del termine della gravidanza si rompano le acque, ovvero si lacerino le membrane del sacco che avvolge il feto nell’utero, lasciando fuoriuscire il liquido amniotico.
  • L’idea in più: per alleviare i dolori delle contrazioni del pre-travaglio, fai una doccia calda. Da evitare, invece, un bagno con l’acqua molto calda perché potrebbe provocare un rallentamento delle contrazioni o “surriscaldare” il bambino, inconvenienti che richiederebbero l’assistenza di ostetriche preparate per evitare l’insorgere di serie complicazioni.

Quando “correre” in ospedale
Tutti questi segnali indicano che il travaglio vero sta per iniziare: ora puoi allertare il tuo compagno e farti trasportare alla maternità.

  • Se le acque dovessero rompersi in un luogo pubblico, cerca di mantenere la calma: hai tutto il tempo necessario per andare in bagno, farti portare alcuni fazzolettini di carta o un assorbente, tornare a casa e poi farti accompagnare in ospedale.
  • Se il liquido però è leggermente “tinto”, è meglio accelerare i tempi e recarsi subito alla struttura più vicina. Non è necessario chiamare l’ambulanza: se ti senti abbastanza bene, una macchina comoda e un bravo guidatore sono più che sufficienti.

IN OSPEDALE

Presentati all’accettazione
È la sala dove si viene accolte all’arrivo in ospedale e può essere all’interno del pronto soccorso o in un’area separata. Ecco cosa dovrai fare e cosa ti potrà succedere:

  • Al personale di turno presenta i documenti, che avrai preparato in anticipo con la valigia.
  • Dopo le formalità burocratiche, arriva il momento della visita del ginecologo o dell’ostetrica, che eseguiranno un monitoraggio cardiotocografico. Si tratta di un esame che registra il battito del cuore del bimbo e le contrazioni dell’utero, del quale occorre anche valutare la dilatazione. Grazie a questa visita, potrai sapere quale fase del travaglio stai attraversando.
  • A volte può capitare un “falso travaglio”, una particolare condizione in cui le contrazioni, già diventate regolari, scompaiono all’improvviso. Se si presenta questa eventualità, puoi tornare a casa in attesa del vero travaglio e devi cercare di vivere il breve rinvio con la massima serenità.
  • In caso di contrazioni regolari, invece, verrai ricoverata e, in base alla tua dilatazione, le ostetriche ti consiglieranno la condotta più opportuna. In genere, camminare, riposarti e assumere posizioni che facilitino la dilatazione del collo dell’utero diminuirà il dolore del travaglio.

Preparati per il travaglio
A seconda dell’ospedale, accederai a una stanza singola o in una con più letti: qui resterai, confortata dal compagno, da un parente o da una persona di fiducia, per circa 6- 12 ore, in attesa che la dilatazione sia completa e la testolina del bambino ben posizionata verso il canale del parto.

  • Ad assisterti ci sarà l’ostetrica, che ti spiegherà l’andamento del travaglio e, di tanto in tanto, effettuerà il monitoraggio cardiotocografico. Inoltre, continuerà a rilevare il battito del bambino anche soltanto con lo stetoscopio, prima ogni 20 minuti circa e in prossimità del parto ogni 2 minuti, informazioni che saranno riportate con cura sul partogramma (scheda simile a un grafico).
  • Se nelle 24 ore precedenti non sei riuscita a svuotare l’intestino, potrebbero proporti un piccolo clistere, per evitare che le condizioni dell’ampolla rettale siano di ostacolo alla discesa della testa del bambino. Non sei obbligata ad accettare, ma puoi aiutarti con un blando lassativo, ad esempio una supposta di glicerina.
  • Le contrazioni si fanno più regolari e intense: all’inizio si verificano a distanza di 20 minuti, poi di un quarto d’ora, di 10 e, infine, di 5 minuti. I dolori sono sempre più forti e ravvicinati, fino a presentarsi ogni 1-2 minuti, con una durata di 40-60 secondi.
  • Prima dell’inizio della fase espulsiva, ti porteranno in sala parto. Se non ci sono complicazioni, rimarrà qui per un quarto d’ora circa, il tempo necessario per dare alla luce il bebè.
  • L’idea in più: per placare la sete, succhia caramelle dal gusto fresco, (menta o limone). Se non ci sono controindicazioni, mangia qualcosa per recuperare le energie (zucchero, miele o tè con fette biscottate). E non costringerti all’immobilità restando a letto: fai qualche passo e cambia spesso posizione, per alleviare il dolore. Può essere efficace anche un lieve dondolìo del bacino.

Come riconoscere le contrazioni
Se la futura mamma è al suo primo parto, può succedere che confonda le contrazioni preparatorie con quelle del travaglio vero e proprio. Ecco le caratteristiche principali che contraddistinguono le due fasi.

Caratteristica Pre-travaglio   Travaglio
Frequenza irregolare e che non aumenta Regolare e che aumenta col passare del tempo
Lunghezza irregolare da 40 a 60 secondi
Intensità simile a dolori mestruali con dolore sempre più intenso: la contrazione comincia debolmente, raggiunge la massima intensità, poi decresce fino a sparire
Localizzazione basso addome dalla zona superiore dell’addome o dalle lombari, il dolore si espande al basso ventre

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Commenti
  • teresa scrive
    30 marzo 2012 alle ore 17:09

    promemoria


  • teresa scrive
    30 marzo 2012 alle ore 17:10

    ……


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