
Foto Ministerio de Ciencia, Tecnología e Innovación de la República Argentina.
Si chiama Odon Device e deve il nome al suo inventore, un meccanico che ne ha avuto l’intuizione studiando un metodo per estrarre i tappi dalle bottiglie vuote: è un dispositivo che serve a facilitare l’estrazione del feto in caso di complicazioni durante il periodo espulsivo del parto. Una seconda fase del parto prolungata, infatti, può comportare rischi potenzialmente fatali sia per la madre (emorragia, infezioni), sia per il neonato (asfissia e traumi).
Costituito da una sorta di sacchetto di plastica con doppia intercapedine collegato a un applicatore, avvolge in maniera molto delicata la testa del feto che si presenta nel canale del parto e la aiuta a scivolare più agevolmente lungo le pareti vaginali. Lo strumento ha bassissimi costi di realizzazione, grazie alla tipologia dei materiali utilizzati (cellophan e plastica), è di facile uso e non presenta alcuna controindicazione per mamma e bambino.
Odon è già in uso in un ospedale di Buenos Aires e da febbraio 2012 partiranno in Italia, in collaborazione con l’OMS, i primi studi di validazione clinica.
“Si tratta di un’importante novità in campo ostetrico-ginecologico che potrà segnare il passaggio da una medicina difensivista e insicura, attuata da ostetrici che ricorrono al taglio cesareo in presenza di complicazioni o situazioni di emergenza in travaglio, a parti che potranno essere assistiti con una metodica assolutamente non invasiva per il bambino e senza danni anche per la donna”, spiega Gian Carlo Di Renzo, direttore della Clinica di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Perugia. E aggiunge: ”Le ripercussioni sui parti medicalizzati sono indiscusse: si stima una riduzione non soltanto dei tagli cesarei, attuati oggi all’incirca del 35-50% dei casi, ma anche la sostituzione pressoché completa dell’uso di forcipe e ventose. Tuttavia si dovrà attendere ancora un anno o poco più per il pieno ingresso dell’Odon negli ospedali italiani, perché, una volta completati e superati i test, occorrerà un’adeguata commercializzazione e industrializzazione”.
“Il dispositivo”, spiega Mario Merialdi, Chairman del comitato scientifico internazionale del Congresso e Coordinatore del Dipartimento di Salute della Riproduzione dell’OMS, “è la prima innovazione in secoli per affrontare il problema delle complicazioni del periodo espulsivo del parto. Potenzialmente é di uso più semplice, più economico e più sicuro delle alternative attualmente in uso. Queste caratteristiche fanno di Odon uno strumento rivoluzionario che può risolvere molti dei problemi comuni nelle sale parto sia nei paesi poveri che negli ospedali dei paesi industrializzati”.
di Francesca Soccorsi
















