Nella maggior parte dei casi di gravidanze indesiderate e di maternità precoci, lo scenario che ci si presenta davanti è quasi sempre il seguente; lei indecisa se abortire o no perchè la ragione la spingerebbe a liberarsi di quel “fatale errore” ma dentro di lei quell’istinto materno che si sta formando glielo impedisce, lui molto più determinato, sicuro di non volere il bambino, non si fa problemi a scappare a gambe levate. Purtroppo questa è la situazione più comune; gli errori si fanno in due ma a pagarli è quasi sempre la donna.
Eppure vale la pena soffermarsi su una piccola minoranza composta da quegli uomini che, seppur destabilizzati dalla notizia della gravidanza della compagna, si fanno forza e decidono di assumersi tutte le responsabilità. Questo è il genere di uomini che ogni donna incinta “per errore” vorrebbe avere al proprio fianco, anche se molto spesso capita che siano proprio le compagne di questi ultimi a essere determinate all’aborto. Cosa succede in questi casi?
La decisione se proseguire la gravidanza o meno spetta sempre alla donna e anche in caso di parere contrastante da parte del partner, è lei a portare avanti la sua idea. Legalmente parlando la donna risulta essere l’unica titolare del diritto a interrompere una gravidanza, e la volontà del marito o del padre naturale in questione non ha alcuna importanza. L’unica opzione per l’uomo è impegnarsi a fondo nel convincere la propria compagna a intraprendere un nuovo percorso duro ma gratificante insieme, a farle sentire tutta la sua determinazione e volontà di tenere il bambino.
Solitamente gli uomini che “subiscono” un aborto contro la loro volontà provano una rabbia e una profonda tristezza che rischiano di trasformarsi in un processo di autodistruzione, oppure possono portare a comportamenti malsani come l’abuso di droga o di alcol, la dipendenza dal gioco d’azzardo, problemi di gestioni della collera.
Tuttavia gli uomini contrari all’aborto della compagna sono molto pochi. La decisione di interrompere volontariamente una gravidanza in 8 casi su 10 viene presa dalla coppia, ma poi solo il 20% delle donne si presenta accompagnata dal partner. Purtroppo o per fortuna l’uomo non conoscerà mai sulla propria pelle le conseguenze di un aborto, motivo per cui la decisione spetta esclusivamente alla donna.
di Daniela Campomagnani
Guarda il video: Giovani mamme e papà crescono – I genitori ci parlano


















08 marzo 2012 alle ore 20:50
Che tristezza però per un uomo, che vorrebbe diventare padre, ma la sua donna decide il contrario…..E’ una forza che ci viene giuridicamente data ma non so quanto possa renderci forti…..
08 marzo 2012 alle ore 21:20
Molto interessante. Passano gli anni ma le cose non cambiano un granchè. Questa è ancora una scelta che lascia il segno, ed a volte una ferita che non si dimarginerà più.
13 aprile 2012 alle ore 15:13
Penso che la maternità sia l’esperienza più bella della vita, anche se in alcune circostanze può essere davvero difficile (giovane età, malformazioni del feto..). Ma come fa una donna a pensare di poter “eliminare” ciò che già vive dentro di sè? Si sente parlare di amniocentesi, villocentesi, per controllare che il bambino sia sano, ma perchè un bambino, per essere accettato, deve essere sottoposto ad esami di idoneità? E’ come dirgli “Ti voglio solo se sono sicura che sei ok”. E se poi, superati brillantemente questi test, risultasse lo stesso un bambino non “normale” (sordo, cieco, poco intelligente…)?? A volte si parla dell’aborto nelle prime settimane come un piccolo raschiamento di pochi minuti, senza conseguenze fisiche e psicologiche… Ma come si fa a spegnere un cuore che batte dentro di sè, un esserino che, se lasciato crescere, assomiglierà a mamma e papà, senza conseguenze?? Guardo con grande ammirazione le mamme che hanno fatto nascere i propri bimbi accettandoli a priori, senza esami e senza “se”. Mio figlio è bellissimo e sano, ma in gravidanza non ho voluto fare nessun esame, nè trasparenza nucale nè villocentesi nè amniocentesi, perchè l’unico scopo di questi esami è eliminare l’eventuale “problema” prima che nasca, non certo curarlo! Per me è importante che mio figlio sappia che l’ho voluto fin dal primo momento, sano o malato, bello o brutto che fosse!
28 settembre 2012 alle ore 15:00
bello quello ke hanno scritto