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Gravidanza gemellare: un pancione per due

Le risposte alle domande più frequenti sulla gestazione e il parto dei gemelli, la differenza tra omozigoti ed eterozigoti, il monitoraggio durante la gestazione...
Pubblicato il 10 settembre 2012 da

Oggi i dati scientifici le inquadrano in un contesto di assoluta fisiologia: con qualche accortezza, la maggior parte delle volte possono essere affrontate come quelle singole. Ecco le risposte alle domande più frequenti sulle gravidanze gemellari.

Qual è la frequenza di gravidanze gemellari?
In tutto il mondo il dato è pari a circa l’1%, con qualche differenza a seconda delle etnie. In Italia per esempio, come nella popolazione europea in generale, la percentuale si attesta intorno all’1,2%, mentre è leggermente più elevata nelle popolazioni di origine africana e più bassa in quelle asiatiche. Bisogna però chiarire che stiamo parlando dei dati naturali, non di quelli reali, che negli ultimi tempi sono “gonfiati” dagli interventi di procreazione medicalmente assistita: quando si interviene con la fecondazione artificiale si tende a impiantare nell’utero più di un embrione, di solito due o tre. Per questo la percentuale di gemelli nella popolazione generale aumenta leggermente per ragioni “artificiali”.

E le cause naturali, invece, quali sono?
Sono due diverse, che portano rispettivamente a gemelli monozigoti (o omozigoti, come si dice spesso, anche se in maniera meno corretta) e gemelli dizigoti (o eterozigoti). Nettamente più diffuso è il secondo caso, quello dei gemelli dizigoti: rappresenta il 70-75% di tutte le gravidanze gemellari. Si verifica quando una donna, nella fase ovulatoria, matura due ovociti anziché uno, i quali vengono fecondati simultaneamente da due spermatozoi. I due embrioni si sviluppano, quindi, in modo del tutto indipendente: si formano così due placente e due sacchi amniotici. Insomma, è come se fossero in atto due gravidanze contemporaneamente. I gemelli, in questo caso, possono essere indifferentemente dello stesso sesso o di sesso diverso, e, dal punto di vista genetico, non hanno affinità maggiori rispetto a due fratelli: anzi, è come se fossero due fratelli, ma con la stessa età.

Completamente diversa la causa delle gravidanze con gemelli monozigoti: in questo caso c’è un solo spermatozoo che feconda un solo ovocita, come nelle gravidanze singole. Quello che succede, però, è che dopo la fecondazione, già nelle primissime ore, l’embrione si divide, dando luogo a due embrioni separati. In questo caso il patrimonio genetico dei due embrioni sarà identico, per cui saranno necessariamente dello stesso sesso. Quando nasceranno e cresceranno, saranno gemelli identici.

Esistono particolari rischi?
In linea generale no. Le differenze più evidenti, rispetto alle gestazioni singole,  sono che i gemelli presentano di solito un peso minore alla nascita ed è più alta la percentuale di parti prematuri, fra il 25% e il 50% in più. Nel caso dei gemelli dizigoti non ci sono altre discrepanze significative, a parte gli eventuali disagi dovuti a un pancione che tende ovviamente a essere più grande e più pesante. È diverso il caso dei gemelli monozigoti, per i quali bisogna distinguere tre situazioni diverse, che dipendono dall’andamento della gravidanza dopo la differenziazione dei due embrioni:

  • La prima si verifica quando si sviluppano due sacchi amniotici e due placente, una per ognuno dei due gemelli: in questo caso la gravidanza si svolge in modo analogo a quello dei gemelli dizigoti.
  • La seconda è quella in cui si formano due sacchi amniotici ma una sola placenta. È il caso più frequente: si verifica nel 70% circa delle gravidanze con gemelli monozigoti, e quindi nel 20% circa di tutte le gravidanze gemellari. In questa situazione c’è in effetti un rischio aggiuntivo: può insorgere una patologia nota come “trasfusione gemello-gemello”, che capita in media fra il 10% e il 20% delle volte. Si verifica quando fra i due cordoni ombelicali, che originano dalla stessa placenta, si crea un fenomeno di “interferenza”: uno dei due va a “pescare” il sangue dell’altro. La conseguenza è che uno dei due feti tende ad accumulare un eccesso di sangue, e l’altro diventa, al contrario, piccolo e anemico. Per risolvere il problema si può intervenire in due modi: anticipando il parto oppure ricorrendo al laser con un intervento invasivo: si recidono i vasi sanguigni che si intersecano e si cerca di ristabilire una situazione di normalità e di equilibrio fra i due feti. Anche se moderna, questa tecnica è già ampiamente sperimentata e le probabilità di successo sono buone, soprattutto nei centri più avanzati e con personale qualificato.
  • Infine la terza situazione, di gran lunga la più rara, si verifica quando si formano un’unica placenta e un unico sacco amniotico. In questo caso c’è un rischio aggiuntivo, legato alla possibilità che i due cordoni ombelicali si avvolgano fra di loro, riducendo il passaggio del sangue ossigenato.

A parte le patologie specifiche, quindi, quali sono gli accorgimenti e le precauzioni da prendere?
Per tutti i motivi elencati, è importante identificare da subito il tipo di gravidanza gemellare in atto (una placenta o due, un sacco amniotico o due). Oggi lo si può fare facilmente con un’ecografia precoce, da eseguire fra l’ottava e la 12esima settimana di gestazione: in seguito diventa molto difficile riconoscere il numero delle placente. Una volta chiarito il tipo di gravidanza, le precauzioni da parte della futura mamma consisteranno soprattutto in un monitoraggio più attento, da attuare in funzione della situazione specifica. Inoltre, dato che sono maggiori le probabilità di un parto prematuro, a seconda dei casi il medico curante potrebbe ritenere necessario prescrivere  una terapia farmacologica e a base di integratori, come per esempio il magnesio.

È vero che la tendenza ad avere gemelli è ereditaria?
Quello che possiamo dire con certezza è che dalle statistiche risulta una predisposizione, per cui in alcune famiglie la probabilità è maggiore: ma è appunto una tendenza, che non dice nulla su ogni singola gravidanza. Si può invece escludere un’altra credenza popolare, quella secondo cui nelle famiglie predisposte le gravidanze gemellari si verificano una generazione sì e una no.

È vero che i gemelli monozigoti sviluppano fra loro una particolare sintonia?
Anche in questo caso bisogna distinguere fra dati biologici e credenze. Dal momento che due gemelli monozigoti hanno lo stesso identico patrimonio genetico, anche le loro strutture cerebrali avranno la stessa impronta. Perciò, sarà altamente probabile che di fronte a uno stesso spettacolo, dal tramonto del sole a un film, avranno reazioni analoghe: per questo sperimenteranno una speciale sintonia o, in altre parole, una tendenza a vedere il mondo con gli stessi occhi.


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Commenti
  • valentina scrive
    14 settembre 2012 alle ore 12:42

    Io ho avuto una gravidanza singola e una gravidanza gemellare monozigota biamniotica ( con la perdita di una gemella per la sindrome trasfusione feto fetale, come leggo nel vs articolo).
    QUalcuno mi saprebbe dire, se in caso di terza gravidanza, ho un rischio maggiore per un’altra gravidanza gemellare??? oppure le probabilità sono cmq uguali ad un ‘ altra donna??
    PS nella mia famiglia non ho nessuno, io sono stata la prima.
    Mio marito già non vorrebbe la terza figlia….figuriamoci quattro figli!!!


  • anna lisa scrive
    26 marzo 2013 alle ore 12:01

    volevo sapere se si sono verificati altri casi in cui due fratelli non gemelli abbiano avuto tutt’e’ due dalle rispettive consorti due gravidanze gemellari


  • arfin scrive
    11 maggio 2013 alle ore 21:00

    Gravidanza gemellare: un pancione per due | Dolce attesa


  • insurance management scrive
    11 settembre 2014 alle ore 14:11

    cute baby nice


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