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Parto
L’epidurale non è l’unico strumento che consente di non soffrire durante il travaglio. In molti ospedali si praticano con successo, ormai da anni, anche altre tecniche che non prevedono l’uso di farmaci…
Sono tanti i pensieri e le emozioni provate dalla la futura mamma via via che il parto si avvicina. Come si svolgerà il travaglio? Sarò in grado di sopportare il dolore? E come sarà il primo incontro con il bebè?
Il protossido di azoto, detto anche gas esilarante, è utilizzato nelle sale parto inglesi da circa cent’anni ed è un ausilio molto sfruttato anche dalle mamme svedesi e australiane…
La dilatazione è ormai completa. Ancora un ultimo sforzo e il bimbo verrà alla luce. Ma quanto tempo ci vorrà ancora? E come si caratterizza l’ultima fase del parto?
Per stimolare il travaglio, c’è chi consiglia di rinunciare all’ascensore e fare le scale, chi suggerisce di guardare il calendario per scoprire quando ci sarà la prossima luna piena e c’è chi ci invita a… fare l’amore! Sono solo dicerie o hanno un fondamento scientifico?
I segnali che ci fanno capire che la gravidanza è ormai agli sgoccioli.
Così si definisce il parto se la nascita avviene in meno di tre ore. Ecco i motivi e come gestire le situazioni impreviste.
Nel nostro Paese è una pratica “troppo” diffusa. Ecco come cercare di evitare l’incisione dei tessuti del perineo durante la fase espulsiva del parto…
Il bambino passa dal liquido amniotico all’acqua, venendo alla luce con un passaggio meno traumatico. Ma non è questo il solo motivo per scegliere il parto in acqua…
Per sostenere la mamma durante il travaglio non occorre avere conoscenze mediche specifiche. L’importante è saperla ascoltare e rispondere alle sue richieste, espresse e inespresse.





















